Ricongiuntosi dopo lungo tempo con la moglie Florence e la figlia Eléonore, Gérard di Abbeville ricuce le fila della sua esistenza, drammaticamente segnata dalla guerra, dalla peste e da un implacabile nemico.
Tornato in patria al servizio del vecchio Conte di Ponthieu, la tranquillità a lungo desiderata si trasforma, a causa dell’avidità di molti, in un’altra fuga, da se stesso e da un presente drammaticamente interrotto. Molti personaggi incontrerà nel cammino, alcuni dei quali destinati a cambiare in modo radicale la sua vita: tra tutti Ibn al-Khatib, saggio e dotto visir di Granada, e Pierre-Roger, signore di Mirepoix, che lo coinvolgerà nella ricerca del tesoro dei catari, nascosto, secondo la tradizione, da un suo avo dopo il rogo del 1244. Marino Massarotti riprende la figura di Gérard di Abbeville, protagonista del suo primo romanzo, e ne completa la vicenda, intrecciandola, come già in passato, con gli avvenimenti storici di un periodo, il Trecento, denso di eventi e ricco di importanti personalità. Non ultima, in questo romanzo, l’attenzione e la propensione per il mondo islamico, rappresentato nel suo trascorso splendore e valorizzato soprattutto nella sua nobiltà culturale.
Tornato in patria al servizio del vecchio Conte di Ponthieu, la tranquillità a lungo desiderata si trasforma, a causa dell’avidità di molti, in un’altra fuga, da se stesso e da un presente drammaticamente interrotto. Molti personaggi incontrerà nel cammino, alcuni dei quali destinati a cambiare in modo radicale la sua vita: tra tutti Ibn al-Khatib, saggio e dotto visir di Granada, e Pierre-Roger, signore di Mirepoix, che lo coinvolgerà nella ricerca del tesoro dei catari, nascosto, secondo la tradizione, da un suo avo dopo il rogo del 1244. Marino Massarotti riprende la figura di Gérard di Abbeville, protagonista del suo primo romanzo, e ne completa la vicenda, intrecciandola, come già in passato, con gli avvenimenti storici di un periodo, il Trecento, denso di eventi e ricco di importanti personalità. Non ultima, in questo romanzo, l’attenzione e la propensione per il mondo islamico, rappresentato nel suo trascorso splendore e valorizzato soprattutto nella sua nobiltà culturale.