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    Svalvolati alle terme (Il romanzo buffo Vol. 3) (Italian Edition)

    Por Alessandro Venturini

    Sobre

    Le vacanze continuano, condite dalla presenza di suor Memopria che, piazzatasi in casa come un cingolato, non se la sente di schiodare. Il tutto insaporito da un caleidoscopio di personaggi bizzarri.
    Chi è il poeta Serpentino delle Vignacce con la sua “irrefrenabile voglia di coito”? Da dove viene lo “scultore materico e concettuale”, dai fumosi concetti da suonato, ma che sicuramente ha elaborato da sobrio?
    E il singolare vigile comunale precario? Sono anni che il tanto desiderato “verbale romanzato” attende l’automobilista giusto per venire alla luce.
    Solo che per la monaca il calice è pieno. Suonati così veraci farebbero l’orgoglio di qualsiasi parlamento. Che siano un’altra volta i diavoli? Occorre informarne i villici. Le parole se le sente in bocca. Così pungenti da provocarle arsura prima ancora di aver mosso becco. Inizia il discorso... goccetto di minerale. Ma... senti te che profumino di acquavite casareccia. Chi sarà stato a farle lo scherzo? Comunque, lei sa stare a certe burle. Finché la bottiglia si vuota. Il tutto davanti a una platea incredula: va bene l’arsura oratoria, ma niente niente quella ha deciso di spengere un incendio pisciando? E giù parole, fino a sentirsi leggera, eterea, rondinella di mare. Roba che quasi quasi spicca il volo. Ma sì, pluf pluf pluf: decollo e... schianto. Proprio sul convalescente sindaco ancora ingessato. Altre costole rotte, altra gamba. Rotta anche la stampella...
    Svanito il suono dell’ambulanza, come in una staffetta, se la monaca smette di combinar casini, attacca Emerenziana. È qualche giorno infatti che ha adocchiato il modo di camminare di Aurelia. Non va proprio: troppo rozzo. E cosa può esserci di meglio, per dare un senso di impegno sociale alla vacanza, che insegnare all’inserviente a camminare decentemente? Quindi l’idea: metterle un pesante libro sul capo e obbligarla a scendere una rampa di scale col volume in equilibrio. Basta imitare la grande Vanda Osiris.
    Solo che la domestica cade e...


    Dottore in Scienze della Comunicazione, Alessandro Venturini è tra i fondatori del bolognese "Istituto per la Risata Cognitiva". Socio del gruppo di terapia comportamentale "Ridi e sghignazza come una pazza", è anche professore associato ai corsi di risata creativa dell’Accademia di Arte Drammatica Santa Ciulla di Bari. È consulente del programma terapeutico sperimentale al Ciguarda di Milano "Dove il fallo ride, la cicciabaffa facile che canta". È sostenitore dell’ONLUS triestina "Chi si scompiscia piscia". Nel 2008 ha vinto il prestigioso premio dell’Eliseo “Je m’en fout”, con cui si è voluto premiare il suo dichiarato anticonformismo. Nel 2010 il Presidente Obama, per l’opera omnia, gli ha consegnato l’ambito premio goliardico "Asino ridens".

    Fra i suoi romanzi, tutti rigorosamente comici, ricordiamo: Amabilmente condannato a moglie (2012 premio Brega – già comprato); Ventotto grammi lavato (2013 premio Laguna Veneta – preso per conoscenze); Svalvolati alle terme (2013 premio San Bonà – promesso); Il silenzio delle zucchine (2014 premio Camporella Veneta – in ambigua trattativa con la giuria). È sua la traduzione dal sanscrito antico Una notte sul vaso, poema satirico di un indiano eternamente diarroico.
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