Il libro è una raccolta di racconti, in cui sono rappresentate piccole storie, frammenti di vita. L’intento è quello di fotografare, con “verità”, i momenti significativi di un’esistenza, ovvero quei momenti in cui nella vita di una persona accade qualcosa che conta (epifanie). Questi momenti non sono quasi mai solenni, appariscenti. Spesso sono piccoli eventi, apparentemente insignificanti, quasi come dei “granelli di sabbia”, che tuttavia dischiudono un mondo a chi sappia ascoltare e vedere.
Come dice Carver, “Niente trucchi”: è una scrittura di verità quella che si insegue in queste pagine. La verità è affascinante perché è enigmatica per sua natura. La letteratura deve rappresentare ciò che è vero e lasciare che il potere evocativo del vero emerga da sé (leggere fra le righe).
In questi racconti non ci sono personaggi, quanto piuttosto persone. Le persone qui rappresentate vivono emozioni, a volte senza una chiara consapevolezza e senza la capacità di esprimere adeguatamente ciò che provano (del resto le emozioni sono sempre complesse), si sentono sole e mettono in atto strategie per difendersi dalla solitudine, vogliono comunicare, comprendere ed essere compresi, anche se spesso qualcosa glielo impedisce, hanno bisogno di proteggere e di essere protetti, di sentirsi parte, di poter contare su qualcuno, di poter amare, di farsi coraggio.
Le storie si svolgono in piccole unità di tempo e in minime regioni spaziali: il mondo è troppo vasto per essere colto nella sua interezza, è meglio quindi concentrarsi sui dettagli e sulle specificità.
Non è interessante trovare una morale o risolvere un mistero. Ciò che è interessante è la vita, l’unica cosa degna di essere rappresentata, l’unico possibile oggetto di una letteratura credibile.
Come dice Carver, “Niente trucchi”: è una scrittura di verità quella che si insegue in queste pagine. La verità è affascinante perché è enigmatica per sua natura. La letteratura deve rappresentare ciò che è vero e lasciare che il potere evocativo del vero emerga da sé (leggere fra le righe).
In questi racconti non ci sono personaggi, quanto piuttosto persone. Le persone qui rappresentate vivono emozioni, a volte senza una chiara consapevolezza e senza la capacità di esprimere adeguatamente ciò che provano (del resto le emozioni sono sempre complesse), si sentono sole e mettono in atto strategie per difendersi dalla solitudine, vogliono comunicare, comprendere ed essere compresi, anche se spesso qualcosa glielo impedisce, hanno bisogno di proteggere e di essere protetti, di sentirsi parte, di poter contare su qualcuno, di poter amare, di farsi coraggio.
Le storie si svolgono in piccole unità di tempo e in minime regioni spaziali: il mondo è troppo vasto per essere colto nella sua interezza, è meglio quindi concentrarsi sui dettagli e sulle specificità.
Non è interessante trovare una morale o risolvere un mistero. Ciò che è interessante è la vita, l’unica cosa degna di essere rappresentata, l’unico possibile oggetto di una letteratura credibile.