La storia narrata nel romanzo ‘Conchiglia aperta’ inizia a Budapest, ma i personaggi principali vivono in un indefinito paese dell'America Latina dove affrontano realtà storicamente e politicamente mutevoli ma dense di contenuti anche e soprattutto psicologici.
In questo romanzo-saggio alcuni temi della filosofia platonica e soprattutto della tragedia greca vengono rivissuti nella realtà lacerante e drammatica di personaggi costretti a una scelta talvolta violenta ma, come dice l'Indovina di Mantinea nel Fedro "Unificati da Eros presente nelle scelte dei singoli e nella realtà dinamica circostante".
Margit, Paco, Isabel, Gabor, Guanjta, padre Pedro, il dittatore e i famigerati Martines, sono i protagonisti di una danza circolare dove tutto ruota verso un centro e tutto torna verso l'inizio.
Si tratta, quindi, di una conchiglia aperta dalla quale esce la danza-pantomima della vita per disperdersi in quella del divenire che è poi la staticità del presente.
In questo romanzo-saggio alcuni temi della filosofia platonica e soprattutto della tragedia greca vengono rivissuti nella realtà lacerante e drammatica di personaggi costretti a una scelta talvolta violenta ma, come dice l'Indovina di Mantinea nel Fedro "Unificati da Eros presente nelle scelte dei singoli e nella realtà dinamica circostante".
Margit, Paco, Isabel, Gabor, Guanjta, padre Pedro, il dittatore e i famigerati Martines, sono i protagonisti di una danza circolare dove tutto ruota verso un centro e tutto torna verso l'inizio.
Si tratta, quindi, di una conchiglia aperta dalla quale esce la danza-pantomima della vita per disperdersi in quella del divenire che è poi la staticità del presente.