La società di cinquanta anni fa, così lontana, così vicina: pochissimo tempo in termini storici, ma caratterizzato da uno stacco iperaccelerato del progresso. In questo mondo Silvano Scatto sceglie il suo lavoro per tutta la vita: sarà un barbiere.
E Elsa Marchiori, con una scrittura in grado di catturare l’attenzione fino al più piccolo dettaglio, proietta il lettore nella sua bottega di barbiere, che pagina dopo pagina assume i contorni di un luogo di racconti, di sfoghi, di confidenze.
Silvano Scatto diventa scrigno dell’interiorità altrui, ne è consapevole e quindi elabora un’idea di professione del barbiere diversa, tesa a sensibilizzare e a raccogliere le emozioni degli uomini.
Ne scaturisce una figura da scoprire tutta d’un fiato, per la quale il tempo per vivere pare non bastare mai: in questo stile di vita stanno il sapore e il profumo del suo vivere di corsa.
E Elsa Marchiori, con una scrittura in grado di catturare l’attenzione fino al più piccolo dettaglio, proietta il lettore nella sua bottega di barbiere, che pagina dopo pagina assume i contorni di un luogo di racconti, di sfoghi, di confidenze.
Silvano Scatto diventa scrigno dell’interiorità altrui, ne è consapevole e quindi elabora un’idea di professione del barbiere diversa, tesa a sensibilizzare e a raccogliere le emozioni degli uomini.
Ne scaturisce una figura da scoprire tutta d’un fiato, per la quale il tempo per vivere pare non bastare mai: in questo stile di vita stanno il sapore e il profumo del suo vivere di corsa.