Luca ha 25 anni e si è appena laureato in ingegneria civile. Ma non vuole fare l'ingegnere, vuole invece iniziare a vivere pienamente la sua vita dopo i lunghi anni di studio e per farlo inizia un'avventura completamente nuova. Parte per l'Etiopia a lavorare come cooperante allo sviluppo per una ONG italiana, senza quasi sapere cosa questo voglia dire.
Nel suo libro ci racconta il primo anno e mezzo in Africa, trascorso lavorando a stretto contatto con i pastori Borana e crescendo come essere umano. Luca non si risparmia i disagi e non vuole essere considerato un privilegiato, un "ferenje" o straniero bianco. Accetta la mancanza di acqua e elettricità, lotta per dimostrare a se stesso di potercela fare in questo contesto così diverso. Vivrà esperienze intense e drammatiche, conoscerà persone splendide e altre meschine, vedrà paesaggi mozzafiato e soffrirà sulla sua pelle il dramma della guerra e delle epidemie.
Luca raccoglie in questo libro le lettere che scriveva a casa, unico momento di relazione con il "suo" mondo lasciato alle spalle, parlandoci come faceva con gli amici lontani, con ironia, sarcasmo e sentimento, ma soprattutto con la voglia di rialzarsi dopo ogni difficoltà.
Per Luca infatti l'Africa è così diversa e nuova che è come rinascere. Affronta la meraviglia per le novità, attraversa la ribellione per ciò che è sbagliato fino a raggiungere la maturità nell'accettare quello che non può essere cambiato. Non è un professionista della cooperazione, nè un missionario oppure un idealista. I suoi occhi possono essere i nostri e le sue emozioni identiche a quelle che proveremmo noi. Grazie a lui passeremo un anno e mezzo in Africa, a Moyale, l'ultima città etiope dove finisce la strada asfaltata e inizia il deserto.
Nel suo libro ci racconta il primo anno e mezzo in Africa, trascorso lavorando a stretto contatto con i pastori Borana e crescendo come essere umano. Luca non si risparmia i disagi e non vuole essere considerato un privilegiato, un "ferenje" o straniero bianco. Accetta la mancanza di acqua e elettricità, lotta per dimostrare a se stesso di potercela fare in questo contesto così diverso. Vivrà esperienze intense e drammatiche, conoscerà persone splendide e altre meschine, vedrà paesaggi mozzafiato e soffrirà sulla sua pelle il dramma della guerra e delle epidemie.
Luca raccoglie in questo libro le lettere che scriveva a casa, unico momento di relazione con il "suo" mondo lasciato alle spalle, parlandoci come faceva con gli amici lontani, con ironia, sarcasmo e sentimento, ma soprattutto con la voglia di rialzarsi dopo ogni difficoltà.
Per Luca infatti l'Africa è così diversa e nuova che è come rinascere. Affronta la meraviglia per le novità, attraversa la ribellione per ciò che è sbagliato fino a raggiungere la maturità nell'accettare quello che non può essere cambiato. Non è un professionista della cooperazione, nè un missionario oppure un idealista. I suoi occhi possono essere i nostri e le sue emozioni identiche a quelle che proveremmo noi. Grazie a lui passeremo un anno e mezzo in Africa, a Moyale, l'ultima città etiope dove finisce la strada asfaltata e inizia il deserto.