Gli "apologhi dell'idiozia" sono 11 racconti aneddotici non accertati, più una leggenda popolare di dubbia provenienza, come scrive l'autore in prima pagina.
La satira è bella, liberatoria, sprezzante, un po' anestetica per certi versi. Riduce la grandezza del mostro. Non lo rende più amabile, tutt'al più meno odiabile. La satira ci fa ridere e per tutta la durata della lettura ci disarma, ci tiene fuori dai guai. Questo non significa che ci farà rinunciare alla battaglia, che c'indurrà a subire leggendo. Tutt'altro. La satira nutre i nostri pensieri perché, come la fiaba, punta al senso conclusivo, al significato alto ed etico della sua storia. I racconti di Paolo Buzi sconfinano nel surreale, ci estraniano, a volte esilarandoci, altre volte spiazzandoci del tutto. I suoi personaggi, perfettamente riconoscibili, perfettamente detestabili, sono trattati, per così dire, terminalmente: nel senso che, dopo avere attraversato le rispettive avventure, davvero improbabili, dopo avere compiuto le loro gesta, sembrano destinati ad uscire per sempre di scena e a liberare della loro presenza la memoria di un ventennio, se non anche d'un mezzo secolo. E non sarà questo il solo lieto fine. Buon divertimento!
Editori Quidifronte
La satira è bella, liberatoria, sprezzante, un po' anestetica per certi versi. Riduce la grandezza del mostro. Non lo rende più amabile, tutt'al più meno odiabile. La satira ci fa ridere e per tutta la durata della lettura ci disarma, ci tiene fuori dai guai. Questo non significa che ci farà rinunciare alla battaglia, che c'indurrà a subire leggendo. Tutt'altro. La satira nutre i nostri pensieri perché, come la fiaba, punta al senso conclusivo, al significato alto ed etico della sua storia. I racconti di Paolo Buzi sconfinano nel surreale, ci estraniano, a volte esilarandoci, altre volte spiazzandoci del tutto. I suoi personaggi, perfettamente riconoscibili, perfettamente detestabili, sono trattati, per così dire, terminalmente: nel senso che, dopo avere attraversato le rispettive avventure, davvero improbabili, dopo avere compiuto le loro gesta, sembrano destinati ad uscire per sempre di scena e a liberare della loro presenza la memoria di un ventennio, se non anche d'un mezzo secolo. E non sarà questo il solo lieto fine. Buon divertimento!
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