"Quando c'è la volontà di colpire, si colpisce", Massimo Moratti, Corriere dello Sport, 8 aprile 2013.
"No, non credo più alla buona fede degli arbitri", Massimo Moratti, Corriere della Sera, 8 aprile 2013.
Il 7 aprile 2013 è un giorno storico per il calcio italiano. Per la prima volta durante Inter-Atalanta viene fichiato un rigore bianco, un penalty assegnato senza che ci sia una parvenza di possibile episodio a cui attribuire strumentalmente l'irregolarità.
Per la prima volta anche telecronisti e moviolisti sono tagliati fuori: non sanno cosa rivedere, cosa analizzare, cosa commentare.
Un evento senza precedenti dunque, eppure non c'è nulla di nuovo. E' sempre stato così, anche nell'anno del triplete è successo di tutto.
Mourinho e i nemici, il racconto di una stagione incredibile. Le sfide decisive e il vento contrario. Sartre e i calamari. L’invidia dei gufi, Palazzi a bordo campo, il calcio di Totti, il Grande Slam, il delirio, l’addio.
"E’ una società che ha il mondo contro l’Inter, e i tifosi lo sanno. Questo elimina un problema che qualunque altra squadra avrebbe, al quinto scudetto di fila. E’ normale che il quinto non sia come il primo, ci si abitua a tutto, anche alle vittorie. Ci si aspetterebbe quindi che, anche in vista dell’impegno di Madrid, la gioa sia contenuta, l’esultanza stemperata nella concentrazione per la finale di coppa, di lì a sei giorni.
E invece no, nelle menti di Moratti, dei giocatori, dei tifosi, di Mourinho, scorrono le immagini di una stagione passata a schivare proiettili, parare colpi bassi, difendersi da attacchi e bassezze di tutti i tipi.
Le profezie di Lippi, il calendario a misura di Juventus, la squalifica di Maicon, i nemici, le espulsioni con la Samp, il pugno di Mexes.
Le squalifiche di Maicon e di Mourinho, le partite rinviate da Galliani, Ale-Diego-Melo, Palazzi a bordo campo, i premi a perdere di Mezzaroma, le telecronache di Sky. L’inno di Venditti e la gazzarra di Torino, il calcione di Totti, l’applauso di Sneijder e le proteste di Borriello. Il vento contrario, l’entrata di Riise su Sneijder, Controcampo, i gufi, ...
"No, non credo più alla buona fede degli arbitri", Massimo Moratti, Corriere della Sera, 8 aprile 2013.
Il 7 aprile 2013 è un giorno storico per il calcio italiano. Per la prima volta durante Inter-Atalanta viene fichiato un rigore bianco, un penalty assegnato senza che ci sia una parvenza di possibile episodio a cui attribuire strumentalmente l'irregolarità.
Per la prima volta anche telecronisti e moviolisti sono tagliati fuori: non sanno cosa rivedere, cosa analizzare, cosa commentare.
Un evento senza precedenti dunque, eppure non c'è nulla di nuovo. E' sempre stato così, anche nell'anno del triplete è successo di tutto.
Mourinho e i nemici, il racconto di una stagione incredibile. Le sfide decisive e il vento contrario. Sartre e i calamari. L’invidia dei gufi, Palazzi a bordo campo, il calcio di Totti, il Grande Slam, il delirio, l’addio.
"E’ una società che ha il mondo contro l’Inter, e i tifosi lo sanno. Questo elimina un problema che qualunque altra squadra avrebbe, al quinto scudetto di fila. E’ normale che il quinto non sia come il primo, ci si abitua a tutto, anche alle vittorie. Ci si aspetterebbe quindi che, anche in vista dell’impegno di Madrid, la gioa sia contenuta, l’esultanza stemperata nella concentrazione per la finale di coppa, di lì a sei giorni.
E invece no, nelle menti di Moratti, dei giocatori, dei tifosi, di Mourinho, scorrono le immagini di una stagione passata a schivare proiettili, parare colpi bassi, difendersi da attacchi e bassezze di tutti i tipi.
Le profezie di Lippi, il calendario a misura di Juventus, la squalifica di Maicon, i nemici, le espulsioni con la Samp, il pugno di Mexes.
Le squalifiche di Maicon e di Mourinho, le partite rinviate da Galliani, Ale-Diego-Melo, Palazzi a bordo campo, i premi a perdere di Mezzaroma, le telecronache di Sky. L’inno di Venditti e la gazzarra di Torino, il calcione di Totti, l’applauso di Sneijder e le proteste di Borriello. Il vento contrario, l’entrata di Riise su Sneijder, Controcampo, i gufi, ...