PRESENTAZIONE
I motivi che mi hanno spinto a pubblicare questa guida sono molteplici, e alcuni spiccano tra gli altri.
Il primo motivo e’ senza falsi pudori la possibilità di guadagno che questa guida rappresenta per me.
Ma subito appresso viene quello di trasmettere ad altri le mie esperienze e conoscenze riguardanti i luoghi che noi calchiamo tutti i giorni e che per mille ragioni “impellenti” della vorticosa vita moderna non tutti conosciamo o comunque non conosciamo a sufficienza.
Quello che mi ha incitato maggiormente a produrre questa guida e’ stato il fatto che quasi tutti noi cerchiamo arricchimento interiore ed esteriore pensando di trovarlo in luoghi esotici, spendendo cifre notevoli in viaggi di ogni genere, dalle vacanze lo Yucatan a visitare i luoghi dell’ultima difesa degli indiani del Sud america, alle Maldive per vedere la natura incontaminata, in Egitto per vedere le grandi realizzazioni dei Faraoni, in Cina per percorrere tratti della Grande Muraglia, eccetera, quando non sappiamo che qui a pochi passi da casa nostra possiamo godere gratis di beni ineguagliabili, altrettanto preziosi ed unici di quelli citati, che tutti ci invidiano o ci invidierebbero se sapessero più diffusamente cosa nasconde il territorio di Formello e limitrofi.
Beni, quelli sopra citati, che in ogni caso non ci appartengono sia in senso stretto che in senso lato, cioè non fanno parte della nostra storia ne’ meno che mai della nostra cultura, mentre, non scordiamoci mai che la nostra cultura e’ quella che domina il mondo da oltre duemila anni, cultura e civiltà che e’ sgorgata da molte sorgenti, e una di queste, una delle più importanti, e’ nata proprio qui a Roma e in misura minore certamente anche a Veio.
Lo stimolo a donare le mie esperienze di esploratore a tempo libero del territorio di Veio a tutti coloro che le vorranno raccogliere, e’ dovuto alla insospettata scoperta della assoluta e piuttosto generalizzata misconoscenza dei residenti, e non, sulla ricchezza storica, archeologica, antropologica, geologica, naturalistica ed altro ancora che il territorio di Veio, oggi suddiviso fra icomuni di Roma, Formello, Campagnano, Sacrofano, Riano ed altri ancora , nonostante tutto, preserva.
Tesoro che, se non adeguatamente conosciuto e quindi tutelato e preservato, rischia di scomparire, di modificarsi, di corrompersi in maniera irreparabile sotto i colpi delle deturpazioni dell’inquinamento largamente diffuso, delle discariche abusive, semi abusive, tollerate, e quant’altro.
Mi sono quindi sentito in dovere di realizzare questa guida (che specificatamente non ha alcuna pretesa culturale né di ricerca storica tout-court), ma semplicemente catturando materiale qua e là per la rete ed interpolandolo con quanto di mia diretta conoscenza sul campo, ho voluto comporre un quadro d’insieme per completare uno scenario sempre molto complesso di per sé quando si traccia un affresco storico così importante, cercando di evitare quanto accade solitamente e cioè che la lettura del testo sia appesantita da chi scrive pensando che tutti abbiano lo stesso grado di conoscenza e cultura. Per cui quasi sempre si cade nell’errore di non essere compresi e quindi tralasciati.
Altro motivo estremamente importante che mi ha spinto ad intraprendere la realizzazione di questa guida è stata la volontà di far riconquistare il territorio ai semplici cittadini che sono stati vieppiù nel corso di questi ultimi decenni costantemente ed occultamente depauperati di diritti e beni pubblici, continuamente sottratti alla pubblica e libera fruizione.
Ecco, quello che ho cercato di fare io è stato proprio questo, cioè di rendere leggero e fruibile un messaggio al cittadino comune per incitarlo, non allo studio e alla ricerca specializzati, ma semplicemente a spronarlo a conoscere i luoghi delle sue radici storiche, e a riappropriarsene, in questo caso in ogni senso ed accezione, nient’altro.
LA GUIDA TRATTA IL PERIODO ETRUSCO DELL’AGRO
I motivi che mi hanno spinto a pubblicare questa guida sono molteplici, e alcuni spiccano tra gli altri.
Il primo motivo e’ senza falsi pudori la possibilità di guadagno che questa guida rappresenta per me.
Ma subito appresso viene quello di trasmettere ad altri le mie esperienze e conoscenze riguardanti i luoghi che noi calchiamo tutti i giorni e che per mille ragioni “impellenti” della vorticosa vita moderna non tutti conosciamo o comunque non conosciamo a sufficienza.
Quello che mi ha incitato maggiormente a produrre questa guida e’ stato il fatto che quasi tutti noi cerchiamo arricchimento interiore ed esteriore pensando di trovarlo in luoghi esotici, spendendo cifre notevoli in viaggi di ogni genere, dalle vacanze lo Yucatan a visitare i luoghi dell’ultima difesa degli indiani del Sud america, alle Maldive per vedere la natura incontaminata, in Egitto per vedere le grandi realizzazioni dei Faraoni, in Cina per percorrere tratti della Grande Muraglia, eccetera, quando non sappiamo che qui a pochi passi da casa nostra possiamo godere gratis di beni ineguagliabili, altrettanto preziosi ed unici di quelli citati, che tutti ci invidiano o ci invidierebbero se sapessero più diffusamente cosa nasconde il territorio di Formello e limitrofi.
Beni, quelli sopra citati, che in ogni caso non ci appartengono sia in senso stretto che in senso lato, cioè non fanno parte della nostra storia ne’ meno che mai della nostra cultura, mentre, non scordiamoci mai che la nostra cultura e’ quella che domina il mondo da oltre duemila anni, cultura e civiltà che e’ sgorgata da molte sorgenti, e una di queste, una delle più importanti, e’ nata proprio qui a Roma e in misura minore certamente anche a Veio.
Lo stimolo a donare le mie esperienze di esploratore a tempo libero del territorio di Veio a tutti coloro che le vorranno raccogliere, e’ dovuto alla insospettata scoperta della assoluta e piuttosto generalizzata misconoscenza dei residenti, e non, sulla ricchezza storica, archeologica, antropologica, geologica, naturalistica ed altro ancora che il territorio di Veio, oggi suddiviso fra icomuni di Roma, Formello, Campagnano, Sacrofano, Riano ed altri ancora , nonostante tutto, preserva.
Tesoro che, se non adeguatamente conosciuto e quindi tutelato e preservato, rischia di scomparire, di modificarsi, di corrompersi in maniera irreparabile sotto i colpi delle deturpazioni dell’inquinamento largamente diffuso, delle discariche abusive, semi abusive, tollerate, e quant’altro.
Mi sono quindi sentito in dovere di realizzare questa guida (che specificatamente non ha alcuna pretesa culturale né di ricerca storica tout-court), ma semplicemente catturando materiale qua e là per la rete ed interpolandolo con quanto di mia diretta conoscenza sul campo, ho voluto comporre un quadro d’insieme per completare uno scenario sempre molto complesso di per sé quando si traccia un affresco storico così importante, cercando di evitare quanto accade solitamente e cioè che la lettura del testo sia appesantita da chi scrive pensando che tutti abbiano lo stesso grado di conoscenza e cultura. Per cui quasi sempre si cade nell’errore di non essere compresi e quindi tralasciati.
Altro motivo estremamente importante che mi ha spinto ad intraprendere la realizzazione di questa guida è stata la volontà di far riconquistare il territorio ai semplici cittadini che sono stati vieppiù nel corso di questi ultimi decenni costantemente ed occultamente depauperati di diritti e beni pubblici, continuamente sottratti alla pubblica e libera fruizione.
Ecco, quello che ho cercato di fare io è stato proprio questo, cioè di rendere leggero e fruibile un messaggio al cittadino comune per incitarlo, non allo studio e alla ricerca specializzati, ma semplicemente a spronarlo a conoscere i luoghi delle sue radici storiche, e a riappropriarsene, in questo caso in ogni senso ed accezione, nient’altro.
LA GUIDA TRATTA IL PERIODO ETRUSCO DELL’AGRO