Vera Scrivan, figlia di una tedesca e di un italiano, in crisi con il marito Peter fugge da Francoforte dove vive senza informarlo della sua destinazione e si rifugia a Mungartun, antica cascina di famiglia sulle colline dell’Astigiano, dove non si recava da anni. Alla ricerca dei ricordi d’infanzia e di tranquillità. Vera ritrova la cugina Antonia, altri parenti di cui aveva scarso ricordo e un ex fidanzato, Corrado; fa la conoscenza dell’inquietante Adelaide, versione moderna di medigona che si intende di filtri e sortilegi, e del lontano cugino Amerigo, che l’attrae ma di cui non si fida; rivede Martin, ex tuttofare di nonna Matilde, che cova rancore per suo padre. I suoi occhi di adulta passano in rivista le esperienze infantili e dell’adolescenza scoprendo segreti destinati a rimanere sepolti. Invece di pace Vera trova a Mungartun fantasmi del passato suo e della sua famiglia, intrighi e sospetti – e forse l’amore. Il viaggio nell’inconscio e nel passato è scandito, nelle tenebre delle notti di nebbia, da sogni e incubi rivelatori (o ingannatori?) Misteri irrisolti la tormentano: la morte del padre Alfredo per avvelenamento da metanolo è stato un incidente o un delitto? E come è davvero morta, anni prima, Candida, la sorellina di Corrado scivolata nel fiume: un incidente, o è stata spinta da qualcuno? Che fine ha fatto Michela, la scolaretta sparita poco tempo prima dell’arrivo di Vera a Mungartun? Questo crimine sconvolge la comunità, coinvolgendo molte conoscenze di Vera, che arriverà poco a poco, con dolore, ad alcune verità scomode sui suoi cari e su se stessa;
Il romanzo non è un giallo, anche se la protagonista viene coinvolta in avvenimenti di cronaca nera. Le passioni, i ricordi, i sogni e l’introspezione psicologica giocano una parte fondamentale; il lettore viene trasportato insieme a Vera Scrivan dal presente nel passato della famiglia, e quindi anche in periodi della nostra storia lontana e più recente in cui gli antenati di Vera sono vissuti e hanno agito. Il passaggio dal sogno e dall’incubo alla realtà e viceversa è sfumato e incerto, e genera nella protagonista sconcerto ma anche morbosa attrazione.
Il romanzo non è un giallo, anche se la protagonista viene coinvolta in avvenimenti di cronaca nera. Le passioni, i ricordi, i sogni e l’introspezione psicologica giocano una parte fondamentale; il lettore viene trasportato insieme a Vera Scrivan dal presente nel passato della famiglia, e quindi anche in periodi della nostra storia lontana e più recente in cui gli antenati di Vera sono vissuti e hanno agito. Il passaggio dal sogno e dall’incubo alla realtà e viceversa è sfumato e incerto, e genera nella protagonista sconcerto ma anche morbosa attrazione.