La storia ed i misteri di uno dei popoli Italici che più di ogni altro ha minacciato il destino di Roma.
Questo popolo, sconfitto militarmente e sottomesso culturalmente da Roma al termine di ben due secoli di lotte, è riuscito a sopravvivere sino ai giorni nostri attraverso il mito di Coriolano che ha affascinato Shakespeare, che vi ha dedicato una famosa tragedia in cinque atti, ma anche in musica, grazie a Heinrich Joseph Von Collin, che nel 1802 ha scritto la tragedia "Coriolan", musicata addirittura da Beethoven, che nel 1807 ha composto l'opera 62 “ouverture Coriolano". Questa ricerca analizza non solo le vicende storiche, ma anche la geomorfologia del territorio, la sociologia e le istituzioni dei Volsci, cercando di offrire una visione d'insieme di questo popolo anche con illustrazioni e schemi inediti.
Oltre che dell'antichissimo e fiero popolo Italico dei Volsci, si affrontano anche le vicende degli antichi Ernici, Etruschi e Siculi, perché il Lazio meridionale è stato al centro delle vicende del mondo antico così come dei tempi recenti.
I Volsci, sopravvissuti alla sconfitta militare, sono stati annientati culturalmente ed etnicamente, attraverso il processo di normalizzazione e assorbimento nella cultura romana, ma il livore dei Romani vincitori verso quel popolo che così strenuamente li aveva combattuti, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della civiltà romana si è protratto nella denigrazione stereotipata del volsco, identificato come il prototipo del rozzo.
Capire e rivalutare la valenza storica e culturale delle aree della Ciociaria e della provincia pontina è un modo per rendere un tributo postumo alla memoria di questo popolo italico, così misconosciuto quanto valoroso.
Il testo si basa sulla tradizione storiografica comparata con le ultime scoperte archeologiche.
Ricco di illustrazioni inedite e schemi.
Questo popolo, sconfitto militarmente e sottomesso culturalmente da Roma al termine di ben due secoli di lotte, è riuscito a sopravvivere sino ai giorni nostri attraverso il mito di Coriolano che ha affascinato Shakespeare, che vi ha dedicato una famosa tragedia in cinque atti, ma anche in musica, grazie a Heinrich Joseph Von Collin, che nel 1802 ha scritto la tragedia "Coriolan", musicata addirittura da Beethoven, che nel 1807 ha composto l'opera 62 “ouverture Coriolano". Questa ricerca analizza non solo le vicende storiche, ma anche la geomorfologia del territorio, la sociologia e le istituzioni dei Volsci, cercando di offrire una visione d'insieme di questo popolo anche con illustrazioni e schemi inediti.
Oltre che dell'antichissimo e fiero popolo Italico dei Volsci, si affrontano anche le vicende degli antichi Ernici, Etruschi e Siculi, perché il Lazio meridionale è stato al centro delle vicende del mondo antico così come dei tempi recenti.
I Volsci, sopravvissuti alla sconfitta militare, sono stati annientati culturalmente ed etnicamente, attraverso il processo di normalizzazione e assorbimento nella cultura romana, ma il livore dei Romani vincitori verso quel popolo che così strenuamente li aveva combattuti, mettendo a rischio la stessa sopravvivenza della civiltà romana si è protratto nella denigrazione stereotipata del volsco, identificato come il prototipo del rozzo.
Capire e rivalutare la valenza storica e culturale delle aree della Ciociaria e della provincia pontina è un modo per rendere un tributo postumo alla memoria di questo popolo italico, così misconosciuto quanto valoroso.
Il testo si basa sulla tradizione storiografica comparata con le ultime scoperte archeologiche.
Ricco di illustrazioni inedite e schemi.