L’acronimo DINK (double income no kids – doppio stipendio niente figli) riassume bene l’essenza di un nuovo tipo di coppia, in cui la scelta di non avere figli, almeno per i primi anni di matrimonio o convivenza, risponde all’esigenza di concentrarsi totalmente su se stessa, in una vera e propria simbiosi coniugale. L’uomo e la donna dink vengono spiati nelle vicissitudini quotidiane, dalle carambole nel traffico per schivare i monovolume delle mamme “pargolo-dipendenti”, alle transumanze del sabato, alla ricerca dell’outlet più trendy e al contempo più conveniente.
Sempre insieme, almeno per quanto gli impegni professionali possano loro permettere, organizzano spesa, week end, vacanze, e persino il loro matrimonio, con l’ausilio di computer portatile e funzioni matematiche, convinti, spesso a torto, di riuscire ad evitare quegli inconvenienti che la vita immancabilmente riserva a chiunque, dalle code chilometriche di auto per arrivare alle piste di sci, al mal d’auto che immancabilmente coglie la consorte proprio quando il marito è riuscito a superare tutti e a lanciarsi, solo, verso la meta.
Con brevi intrusioni nella loro vita ad “alto livello reddituale”, il libro racconta le nevrosi di queste "coppie perfette" e quelle, anche più complesse, del vario genere umano con cui vengono in contatto, dalle casalinghe patite dell’aquagym (rigorosamente senza “cq”), ai ciclisti della domenica, ben piazzati al centro della carreggiata, neanche fossero al Giro d’Italia.
Sempre insieme, almeno per quanto gli impegni professionali possano loro permettere, organizzano spesa, week end, vacanze, e persino il loro matrimonio, con l’ausilio di computer portatile e funzioni matematiche, convinti, spesso a torto, di riuscire ad evitare quegli inconvenienti che la vita immancabilmente riserva a chiunque, dalle code chilometriche di auto per arrivare alle piste di sci, al mal d’auto che immancabilmente coglie la consorte proprio quando il marito è riuscito a superare tutti e a lanciarsi, solo, verso la meta.
Con brevi intrusioni nella loro vita ad “alto livello reddituale”, il libro racconta le nevrosi di queste "coppie perfette" e quelle, anche più complesse, del vario genere umano con cui vengono in contatto, dalle casalinghe patite dell’aquagym (rigorosamente senza “cq”), ai ciclisti della domenica, ben piazzati al centro della carreggiata, neanche fossero al Giro d’Italia.