Leggendo il libro di Massimo Recalcati sopra raffigurato – [Jacques Lacan / La clinica psicoanalitica: struttura e soggetto (Cortina, Milano 2016)] – mi sono imbattuto in questo passo:
«È una grande trovata di Freud: esiste una sessualità infantile pregenitale che precede la maturazione genitale e che si caratterizza per un’assenza di centro e per una distribuzione diffusa e plurale delle sue zone erogene. Questa sessualità anarchica non è destinata a essere semplicemente superata dalla sessualità cosiddetta genitale; essa lascia sempre un resto insuperabile che interferisce con la sessualità degli adulti, costituendo una sorta di memoria attiva che condiziona la vita sessuale in quanto tale.» (Ibidem, pagg. 10-11).
Pensando a Il vuoto e il resto di Recalcati, mi verrebbe da scrivere Il pieno e il resto. Sì, perché se per lo psicologo il desiderio dell’Io nasce da quella “rimanenza” di appetito fisico che nella psiche viene dall’assenza della «poppa di Mamma», teologicamente il desiderio di Dio nasce da quel “residuo” di appetenza metafisica che, seppur piena della «pappa di Eva», l’anima percepisce. Teologicamente, il pieno di mala (mele/mali) fu male, perché non ci “riempì” del tutto, lasciando in noi un resto del desiderio di Dio. Psicologicamente, il vuoto di mammae (mammelle/mamme) fu male, perché non ci “svuotò” del tutto, lasciando in noi un resto di desiderio dell’Io.
«È una grande trovata di Freud: esiste una sessualità infantile pregenitale che precede la maturazione genitale e che si caratterizza per un’assenza di centro e per una distribuzione diffusa e plurale delle sue zone erogene. Questa sessualità anarchica non è destinata a essere semplicemente superata dalla sessualità cosiddetta genitale; essa lascia sempre un resto insuperabile che interferisce con la sessualità degli adulti, costituendo una sorta di memoria attiva che condiziona la vita sessuale in quanto tale.» (Ibidem, pagg. 10-11).
Pensando a Il vuoto e il resto di Recalcati, mi verrebbe da scrivere Il pieno e il resto. Sì, perché se per lo psicologo il desiderio dell’Io nasce da quella “rimanenza” di appetito fisico che nella psiche viene dall’assenza della «poppa di Mamma», teologicamente il desiderio di Dio nasce da quel “residuo” di appetenza metafisica che, seppur piena della «pappa di Eva», l’anima percepisce. Teologicamente, il pieno di mala (mele/mali) fu male, perché non ci “riempì” del tutto, lasciando in noi un resto del desiderio di Dio. Psicologicamente, il vuoto di mammae (mammelle/mamme) fu male, perché non ci “svuotò” del tutto, lasciando in noi un resto di desiderio dell’Io.