Introduzione
Jikkinshō è un antico testo della letteratura giapponese che risale al 1252 nel quale l’autore, Rokuara Jirozaemon, costruisce un’opera che persegue un fine di edificazione morale attraverso dieci aneddoti per altrettanti “comandamenti” che ogni uomo, nel corso della sua vita dovrebbe osservare. In questo libro riprendo quelle idee e propongo una rivisitazione di quel progetto in chiave moderna.
Da qui il titolo analogo all’antico testo, con l’aggiunta della datazione dei nostri anni duemila.
Jikkinshō 2017 propone perciò dieci storie riguardanti il protagonista, tale Walter Endrich, che cerca di fare propri i dieci comandamenti dettati molti secoli fa, per condurre, anche ai giorni nostri, una vita fondata su sani e saggi principi morali e socia-li.
Prologo
Mi chiamo Walter, Walter Endrich, e ho quarantotto anni. Per lavoro viaggio spesso, soprattutto in Europa. Dopo una lunga gavetta oggi sono il responsabile dell’Ufficio Sviluppo Idee di Google Europe. Ho famiglia: una moglie e due figlie adolescenti, e vivo a Milano.
Molti anni fa, durante gli studi ginnasiali, mi è capitato di avere tra le mani un libricino scritto da uno studioso di letteratura giapponese, nel quale si parlava della vita di un maestro zen che, nel lonta-no 1252, aveva redatto un decalogo (il cui titolo era, appunto, Jikkinshō) al quale i propri allievi dove-vano attenersi.
I “dieci comandamenti” indicati in quest’opera mi piacquero talmente tanto che decisi di adottarli io stesso. Decisi cioè di modellare la mia vita su quei precetti in quanto mi sembravano moralmente con-divisibili. Non sempre sono riuscito a rispettarli tutti perché, messi in pratica, richiedono un controllo rigoroso delle proprie azioni. Con molti sforzi, e qualche errore, sono comunque riuscito a conformare la mia vita a quei principi, e questo libretto vuole esserne una testimonianza.
Jikkinshō è un antico testo della letteratura giapponese che risale al 1252 nel quale l’autore, Rokuara Jirozaemon, costruisce un’opera che persegue un fine di edificazione morale attraverso dieci aneddoti per altrettanti “comandamenti” che ogni uomo, nel corso della sua vita dovrebbe osservare. In questo libro riprendo quelle idee e propongo una rivisitazione di quel progetto in chiave moderna.
Da qui il titolo analogo all’antico testo, con l’aggiunta della datazione dei nostri anni duemila.
Jikkinshō 2017 propone perciò dieci storie riguardanti il protagonista, tale Walter Endrich, che cerca di fare propri i dieci comandamenti dettati molti secoli fa, per condurre, anche ai giorni nostri, una vita fondata su sani e saggi principi morali e socia-li.
Prologo
Mi chiamo Walter, Walter Endrich, e ho quarantotto anni. Per lavoro viaggio spesso, soprattutto in Europa. Dopo una lunga gavetta oggi sono il responsabile dell’Ufficio Sviluppo Idee di Google Europe. Ho famiglia: una moglie e due figlie adolescenti, e vivo a Milano.
Molti anni fa, durante gli studi ginnasiali, mi è capitato di avere tra le mani un libricino scritto da uno studioso di letteratura giapponese, nel quale si parlava della vita di un maestro zen che, nel lonta-no 1252, aveva redatto un decalogo (il cui titolo era, appunto, Jikkinshō) al quale i propri allievi dove-vano attenersi.
I “dieci comandamenti” indicati in quest’opera mi piacquero talmente tanto che decisi di adottarli io stesso. Decisi cioè di modellare la mia vita su quei precetti in quanto mi sembravano moralmente con-divisibili. Non sempre sono riuscito a rispettarli tutti perché, messi in pratica, richiedono un controllo rigoroso delle proprie azioni. Con molti sforzi, e qualche errore, sono comunque riuscito a conformare la mia vita a quei principi, e questo libretto vuole esserne una testimonianza.