“Quel che c’è di strano e quasi di diabolico nella figura del Paganini incombe su questa novella e la riempie di pauroso mistero, in contrasto con la ridente festività dei luoghi, in cui essa si svolge, mirabilmente descritta dal Bargellini. Bisogna notare che la novella assurge al fantastico naturalmente, per l’indole stessa del protagonista: l’irreale fantastico, insomma, non è fuori, nell’invenzione dello scrittore, ma nell’anima del protagonista; esce, si soffonde, si propaga dallo spirito impaurito di Luciano Paulin, con tal forza suggestiva, che a un certo punto anche noi siamo presi dalla sua paura. E questo è nuovo.
Ecco un libro, infine, che merita veramente fortuna.”
Luigi Pirandello, 1906
"Anche una nota che gli sfuggisse gli pareva un bene inestimabile irremissibilmente perduto, per sempre."
"... nessuno deve mai credere di aver toccato i limiti estremi dell’arte, i cui margini, come quelli dell’orizzonte azzurro che cerchia la terra, fuggono via man man che si inoltra." (da La Chitarra di Paganini)
Postfazione di Marco V. Bazzotti
Bibliografia essenziale di Sante Bargellini
Ecco un libro, infine, che merita veramente fortuna.”
Luigi Pirandello, 1906
"Anche una nota che gli sfuggisse gli pareva un bene inestimabile irremissibilmente perduto, per sempre."
"... nessuno deve mai credere di aver toccato i limiti estremi dell’arte, i cui margini, come quelli dell’orizzonte azzurro che cerchia la terra, fuggono via man man che si inoltra." (da La Chitarra di Paganini)
Postfazione di Marco V. Bazzotti
Bibliografia essenziale di Sante Bargellini