Pochi fenomeni hanno subito una crescita esponenziale e vertiginosa come quella
che ha caratterizzato Internet negli ultimi dieci-quindici anni. Forse sono ancora
meno le innovazioni tecnologiche capaci, a così breve distanza dalla loro
diffusione iniziale, di entrare nell'uso comune, di cambiare o condizionare la vita
quotidiana del cittadino, addirittura il suo modo di mettersi in relazione con gli
altri.
Oggi la comunicazione sociale è infatti sostenuta da moderni strumenti che
consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e, fra i nuovi
modi di comunicare, Internet è certamente uno dei mezzi che offre maggiori
opportunità.
Chiunque conosca direttamente l’esperienza di connettersi a Internet, per averla
sperimentata in modo almeno non occasionale, ha in mente quella sensazione di
un clima che fa percepire la posizione di chi scruta da una finestra che permette
visuali ampie e orizzonti illimitati.
Da questa finestra si possono intravedere molti luoghi, si possono conoscere dati e
beni di consumo; informazioni, giornali e riviste, suoni e testi ma anche, e
soprattutto, su può ascoltare e comunicare con persone conosciute o non, ma che
siano connesse alla rete.
Attraverso Internet, si possono fare esperienze surreali, ciò che esiste nella
fantasia può concretizzarsi nella realtà virtuale. Cambiare identità, conversare in
tempo reale con persone molto lontane, costruire oggetti, fare acquisti standosene
comodamente seduti a casa propria, sono solo alcuni esempi delle molteplici
opportunità che la Rete offre e che conducono il soggetto ad una sorta di alterato
stato di coscienza, molto simile al sogno. Perciò, Internet affascina così tante
persone, le quali hanno la possibilità di vivere in un mondo ideale e fantastico,
senza i confini e le restrizioni proprie di quello reale.
Di fronte a tutto ciò chi non si è guardato almeno incuriosito dal proprio stato
mentale, da questi atteggiamenti e ha cominciato a interrogarsi sulla natura di
queste esperienze in grado di suscitare emozioni talmente forti anche se
disincarnate? Qualcuno, posto di fronte a un vago desiderio di tornare a
connettersi avrà pensato: non sarò mica dipendente da questo, da queste emozioni,
da questo strumento? E poi allarmato può essersi chiesto: sono dipendente? Ma si
può diventare dipendenti da Internet?
E chi fra i professionisti del mondo della psiche, non ha osservato questi stessi
fenomeni con attenzione, curiosità e interesse trovandosi a formulare teorie sulla
relazione tra “reale e virtuale”, a tentare di interpretare l’esperienza della
comunicazione in assenza di corpi così vicina per caratteristiche del contesto in
cui avviene a un certo comunicare proprio della relazione psicoterapeutica. Chi
poi non ha pensato ai problemi legati alla dimensione della gratificazione
immaginaria, sul valore liberatorio di nuovi livelli comunicativi?
In queste pagine affronterò il problema della supposta dipendenza da Internet.
La trattazione di questi fenomeni ha permesso, a me stesso, di svelare e
comprendere alcuni aspetti di una realtà così vicina, eppure così nascosta ed
invisibile.
che ha caratterizzato Internet negli ultimi dieci-quindici anni. Forse sono ancora
meno le innovazioni tecnologiche capaci, a così breve distanza dalla loro
diffusione iniziale, di entrare nell'uso comune, di cambiare o condizionare la vita
quotidiana del cittadino, addirittura il suo modo di mettersi in relazione con gli
altri.
Oggi la comunicazione sociale è infatti sostenuta da moderni strumenti che
consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio e, fra i nuovi
modi di comunicare, Internet è certamente uno dei mezzi che offre maggiori
opportunità.
Chiunque conosca direttamente l’esperienza di connettersi a Internet, per averla
sperimentata in modo almeno non occasionale, ha in mente quella sensazione di
un clima che fa percepire la posizione di chi scruta da una finestra che permette
visuali ampie e orizzonti illimitati.
Da questa finestra si possono intravedere molti luoghi, si possono conoscere dati e
beni di consumo; informazioni, giornali e riviste, suoni e testi ma anche, e
soprattutto, su può ascoltare e comunicare con persone conosciute o non, ma che
siano connesse alla rete.
Attraverso Internet, si possono fare esperienze surreali, ciò che esiste nella
fantasia può concretizzarsi nella realtà virtuale. Cambiare identità, conversare in
tempo reale con persone molto lontane, costruire oggetti, fare acquisti standosene
comodamente seduti a casa propria, sono solo alcuni esempi delle molteplici
opportunità che la Rete offre e che conducono il soggetto ad una sorta di alterato
stato di coscienza, molto simile al sogno. Perciò, Internet affascina così tante
persone, le quali hanno la possibilità di vivere in un mondo ideale e fantastico,
senza i confini e le restrizioni proprie di quello reale.
Di fronte a tutto ciò chi non si è guardato almeno incuriosito dal proprio stato
mentale, da questi atteggiamenti e ha cominciato a interrogarsi sulla natura di
queste esperienze in grado di suscitare emozioni talmente forti anche se
disincarnate? Qualcuno, posto di fronte a un vago desiderio di tornare a
connettersi avrà pensato: non sarò mica dipendente da questo, da queste emozioni,
da questo strumento? E poi allarmato può essersi chiesto: sono dipendente? Ma si
può diventare dipendenti da Internet?
E chi fra i professionisti del mondo della psiche, non ha osservato questi stessi
fenomeni con attenzione, curiosità e interesse trovandosi a formulare teorie sulla
relazione tra “reale e virtuale”, a tentare di interpretare l’esperienza della
comunicazione in assenza di corpi così vicina per caratteristiche del contesto in
cui avviene a un certo comunicare proprio della relazione psicoterapeutica. Chi
poi non ha pensato ai problemi legati alla dimensione della gratificazione
immaginaria, sul valore liberatorio di nuovi livelli comunicativi?
In queste pagine affronterò il problema della supposta dipendenza da Internet.
La trattazione di questi fenomeni ha permesso, a me stesso, di svelare e
comprendere alcuni aspetti di una realtà così vicina, eppure così nascosta ed
invisibile.