Come «... primo romanzo organico sulla mafia... segna la letteratura nazionale allo stesso modo che il Manzoni per l’immissione degli umili nell’arte...» Il prete, il sindaco, il medico, i proprietari terrieri, gli avvocati, persino i magistrati, il deputato sono amici degli amici... (da Pasquino Crupi, Storia della letteratura calabrese. Autori e Testi - IV - Novecento, Ed. Periferia, Cosenza, 1997) La famiglia Montalbano... senza dubbio fu anteriore al Giorno della civetta (1961). Ma in Sciascia la mafia non è già più materia bastante a se stessa, la novità non è il fatto mafioso che era stato ampiamente raccontato nella sua essenza e nelle sue recondite logiche dallo scrittore ardorese; la mafia esiste in Sciascia, sicuramente, ma solo in quanto funzionale al racconto, diventando in qualche modo “strumento” del fatto letterario. (Maria Fontana Ardito, scrittice) «…la ripubblicazione di questo romanzo rappresenta un'operazione culturale di valore, poiché recupera e rilancia nel panorama nazionale, e quindi internazionale, la dignità e il valore della letteratura calabrese... L’importanza del romanzo, mi sembra la ricerca della scintilla di quando tutto ebbe inizio, individuando la radice profonda del fenomeno mafioso negli insondabili recessi dell’animo umano, da dove emerge la prevalenza di Caino…». (Mario Caligiuri, Unical)
La famiglia Montalbano (Italian Edition)
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