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    La gloria degli inutili

    Por Francesco Antonelli

    Sobre

    E’ il 1544 e la vita di Marsilio, un ragazzo di sedici anni che segue le orme del nonno per diventare pescatore, è sconvolta dai pirati saraceni che assaltano Talamone e annientano la sua famiglia. Ingiustamente accusato di sciacallaggio, è portato in catene a Orbetello. Nascosto in un carro di zingari, riesce a fuggire a San Galgano dove conduce un’esistenza selvaggia, assistendo alla rovina dell’abbazia. Brandano, misterioso monaco guerriero depositario della spiritualità della spada nella roccia, lo prende sotto la sua protezione e lo spinge verso un lungo percorso di privazione e rigenerazione. Raggiunta Siena, Marsilio si arruola nell’esercito repubblicano e le vicende personali si sovrappongono a quelle della guerra contro gli imperiali alleati di Firenze. Conosce Laudomia, eroina a capo di un gruppo di donne combattenti, da cui ha una figlia. Siamo nel 1555 e la strenua resistenza dei senesi ha generato dolore, inedia, malattie che le donne dimostrano di sopportare come e meglio degli uomini. Ma la guerra “cambia le persone” e Laudomia avverte che qualcosa è definitivamente mutato in lei.  Dopo la resa, Biagio de Monluc, il generale guascone che ha guidato la città, s’incammina verso Montalcino a capo di una fila di disperati che non vogliono piegarsi alla disfatta. Le strade dei due amanti si separano definitivamente. La donna intende proseguire la guerra partecipando alla fondazione della “Repubblica ritirata di Siena in Montalcino”, mentre Marsilio, stanco di combattimenti e di morte, esce per l’ultima volta da Siena per ripercorrere le orme del suo passato e ritornare verso il mare. 
    Al culmine degli eventi, Marsilio è oramai un uomo, proiettato oltre il pensiero comune e armato del dubbio, l’arma potente che condurrà la storia fuori dal medioevo, verso la modernità.
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