Il diario di Luigi Testi è stato iniziato nel 1902 e termina nel 1907, ed è scritto da un ragazzo nato nel 1883 che si trova di fronte alla drammatica scelta di dover abbracciare i voti religiosi pur non avendo la vocazione al sacerdozio. Infatti essendo figlio di agricoltori e desideroso di studiare, è dovuto entrare nell'Istituto dei fratelli delle scuole cristiane.
In tal modo ha potuto frequentare le scuole superiori, ma in cambio gli è stato chiesto un prezzo da pagare altissimo: la perdita della propria libertà e della propria autonomia di scelta.
E' un diario drammatico, un monologo-soliloquio che mette a nudo il dramma di una coscienza dilaniata dal dovere dell'obbedienza e il desiderio della libertà come scelta e autodeterminazione.
Questo diario presenta pagine di estrema attualità anche se scritto nel linguaggio del tempo.
E’ quindi un documento storico, psicologico e sociale. Non viene descritta solo la storia di un singolo, ma è un affresco sull'epoca e sul momento storico vissuto dal protagonista.
In tal modo ha potuto frequentare le scuole superiori, ma in cambio gli è stato chiesto un prezzo da pagare altissimo: la perdita della propria libertà e della propria autonomia di scelta.
E' un diario drammatico, un monologo-soliloquio che mette a nudo il dramma di una coscienza dilaniata dal dovere dell'obbedienza e il desiderio della libertà come scelta e autodeterminazione.
Questo diario presenta pagine di estrema attualità anche se scritto nel linguaggio del tempo.
E’ quindi un documento storico, psicologico e sociale. Non viene descritta solo la storia di un singolo, ma è un affresco sull'epoca e sul momento storico vissuto dal protagonista.