Francesco ha uno slancio: prende una mano della baronessa e gliela stringe con sincera effusione.
Ella scioglie dolcemente la mano, si scosta dal Roero, vorrebbe vincersi ed esclama con un tono di voce diverso, troppo forzato, per poter sembrare indifferente:
— Troviamoci un posticino; sediamo, almeno un momento. Sono tanto stanca! Anche voi: aiutatemi a sbarazzare il canapè.
Il Roero le corre vicino, prende i pacchi e le ceste e intanto l'osserva alla sfuggita:
.... Sta malissimo in nero! Il biondo dei capelli è troppo giallo. È molto giù. È molto invecchiata.
— Scusate, Francesco, tutto questo disordine. Sapeste quante cose ho avuto da fare stamattina! Adesso, aspetto la sarta e poi torno subito a Borgoprimo.
— Allora anch'io, — pensa il Roero, — torno subito a Lodignola!
Ha un nuovo slancio e con un braccio cinge la vita della baronessa.
— No! No! — Ella ha ancora uno sfogo di dolore. — Perdonatemi, Francesco! È più forte di me. Voi avete tutto il diritto di pensare e di dire che è un'assurdità, che è una contradizione.... Eppure, che volete? È proprio così! Sto poco bene; soffro; non posso vedermi a Milano. Qui tutto mi ricorda il povero Giulio.... e il povero Giulio non c'è proprio più!... È una pazzia? Sono pazza? Dite la verità.
— No... tutt'altro! Anzi, vi assicuro, a me pure ha fatto molto senso.... un gran senso.
— Così buono! Così profondamente buono! È morto come un angelo, domandando perdono a tutti.... anche a me.
Il Roero, che guardava Stefania, guizza via con gli occhi e abbassa il capo: sembra umiliato e confuso, da tanta bontà.
Ella continua colla voce sommessa, dolorosa:
— Mi sono buttata sul suo letto per confessargli tutto! Io, io sola, dovevo chiedere, implorare il suo perdono!... Oh come avrei voluto ottenere il suo perdono!
S'interrompe un istante... rivolge in alto il cuore e gli sguardi.... poi l'anima si prostra e rimane accasciata nell'angolo del canapè, mormorando, le grandi pupille fisse nel vuoto:
— Adesso.... lo sa.
La Signorina : Romanzo (Italian Edition), Dalla bella Suzann, La contessa, La Fáni inamorata, I fiori secchi, Malinconia, Gelosie
Ella scioglie dolcemente la mano, si scosta dal Roero, vorrebbe vincersi ed esclama con un tono di voce diverso, troppo forzato, per poter sembrare indifferente:
— Troviamoci un posticino; sediamo, almeno un momento. Sono tanto stanca! Anche voi: aiutatemi a sbarazzare il canapè.
Il Roero le corre vicino, prende i pacchi e le ceste e intanto l'osserva alla sfuggita:
.... Sta malissimo in nero! Il biondo dei capelli è troppo giallo. È molto giù. È molto invecchiata.
— Scusate, Francesco, tutto questo disordine. Sapeste quante cose ho avuto da fare stamattina! Adesso, aspetto la sarta e poi torno subito a Borgoprimo.
— Allora anch'io, — pensa il Roero, — torno subito a Lodignola!
Ha un nuovo slancio e con un braccio cinge la vita della baronessa.
— No! No! — Ella ha ancora uno sfogo di dolore. — Perdonatemi, Francesco! È più forte di me. Voi avete tutto il diritto di pensare e di dire che è un'assurdità, che è una contradizione.... Eppure, che volete? È proprio così! Sto poco bene; soffro; non posso vedermi a Milano. Qui tutto mi ricorda il povero Giulio.... e il povero Giulio non c'è proprio più!... È una pazzia? Sono pazza? Dite la verità.
— No... tutt'altro! Anzi, vi assicuro, a me pure ha fatto molto senso.... un gran senso.
— Così buono! Così profondamente buono! È morto come un angelo, domandando perdono a tutti.... anche a me.
Il Roero, che guardava Stefania, guizza via con gli occhi e abbassa il capo: sembra umiliato e confuso, da tanta bontà.
Ella continua colla voce sommessa, dolorosa:
— Mi sono buttata sul suo letto per confessargli tutto! Io, io sola, dovevo chiedere, implorare il suo perdono!... Oh come avrei voluto ottenere il suo perdono!
S'interrompe un istante... rivolge in alto il cuore e gli sguardi.... poi l'anima si prostra e rimane accasciata nell'angolo del canapè, mormorando, le grandi pupille fisse nel vuoto:
— Adesso.... lo sa.
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