Come il pendolo di Foucault è libero di oscillare in ogni direzione basandosi su alcuni fattori tra cui l’emisfero in cui si trova, i nostri sentimenti ruotano attorno a più rotte, inseguono emozioni diverse, viaggiano e si muovono senza restare fedeli a un asse.
Non è un lepido aforisma, in Amore spesso è così, difficile che il nostro impulso sentimentale possa seguire come un giroscopio il proprio orientamento, perché restare fedeli al proprio asse di rotazione restando proiettati in un’unica direzione fissa è quasi impossibile.
Come quel posto che non è mai così.
Esatto.
C’è un posto in Italia dove la spiaggia non è mai uguale a quella lasciata il giorno prima.
Si alternano sassi e sabbia come se ogni giorno quello di cui si compone per esistere abbia bisogno di un pittore pronto a disegnarla ogni volta. Costruita da una serie di pennellate di contorni all’interno di una diapositiva magica con l’ambizione di essere toccata dai nostri piedi.
È forse questo il segreto dell’esistenza delle immagini?
E se qualcuno debba dare forma a ognuno di noi per consentirci di vivere?
Perché quel qualcuno si divertirebbe anche a cancellarci?
Siamo solo dei modelli nelle mani di un pittore, finiremo anche noi presto con il venire quotati in Borsa?
Chissà.
Ecco sfilare delle storie reali e immaginarie in un pamphlet di espressioni di individui Mau Mau.
Non esiste più una etica comportamentale, diventa tutto un gioco di semantica alla ricerca psichedelica degli anatemi dell’eros.
Non è una terapia ormonale estrema, ma solo una visione spassionata.
Siamo intasati di persone sciacqualattuga, che l’acqua non pulisce abbastanza.
O forse è colpa delle bombette che ognuno si spara dalla prima mattina, partendo dalla colazione?
Ormai siamo entrati nell’era dei Mia Bao, ovvero Mau Mau non una evoluzione, ma un passaggio nella macchina spazio temporale dell’uomo di Neanderthal.
In questo cataclisma mentale si confessano pazienti e terapeuti, mantenendo l’anonimato per quel che serva visto che esiste Facebook.
Le nostre vite sentimentali diventano delle sceneggiature drammatiche che ci costringono a vederci fuoriposto dovunque.
Una canzone dice fanno bene o fanno male, sto bene o sto male. Questo è il dilemma shakespeariano di oggi?
Siamo dei pigmei, senza l’altezza ci sentiamo vatussi.
Vogliamo sentire dall’altra parte dell’Oceano, ma non abbiamo le antenne e neppure le orecchie di un Elefante.
Siamo alla caccia dei pericoli. E poi scopriamo l’umanità nei sacrifici degli animali. Come la notizia di un cinghiale che dai boschi sfugge ai cacciatori, finendo in un tragico epilogo, costretto a un suicidio in un salto verso la libertà della morte, cadendo a picco sul mare.
Un tempo sempre più lontano ci salvava l’amore, perché ci rendeva uguali, e le sue regole valevano per tutti.
Ora non è più così.
Siamo sempre più inafferrabili, incontrollabili, disposti a tutto per i nostri interessi e a niente per salvare le necessità di Cupido.
Un virus asettico dell’insensibilità è giunto alle porte, dalle Alpi agli Appennini si è diffuso dovunque, arrivato forse passando oltre delle famigerate Colonne D’Ercole clandestine che si reggono su dei barconi.
Chi si salverà?
Chi ne resterà sconfitto?
Chi ne verrà fuori solo a metà?
Tutto questo non lo scopriremo nella prossima puntata, ma semplicemente voltando la pagina.
Non è un lepido aforisma, in Amore spesso è così, difficile che il nostro impulso sentimentale possa seguire come un giroscopio il proprio orientamento, perché restare fedeli al proprio asse di rotazione restando proiettati in un’unica direzione fissa è quasi impossibile.
Come quel posto che non è mai così.
Esatto.
C’è un posto in Italia dove la spiaggia non è mai uguale a quella lasciata il giorno prima.
Si alternano sassi e sabbia come se ogni giorno quello di cui si compone per esistere abbia bisogno di un pittore pronto a disegnarla ogni volta. Costruita da una serie di pennellate di contorni all’interno di una diapositiva magica con l’ambizione di essere toccata dai nostri piedi.
È forse questo il segreto dell’esistenza delle immagini?
E se qualcuno debba dare forma a ognuno di noi per consentirci di vivere?
Perché quel qualcuno si divertirebbe anche a cancellarci?
Siamo solo dei modelli nelle mani di un pittore, finiremo anche noi presto con il venire quotati in Borsa?
Chissà.
Ecco sfilare delle storie reali e immaginarie in un pamphlet di espressioni di individui Mau Mau.
Non esiste più una etica comportamentale, diventa tutto un gioco di semantica alla ricerca psichedelica degli anatemi dell’eros.
Non è una terapia ormonale estrema, ma solo una visione spassionata.
Siamo intasati di persone sciacqualattuga, che l’acqua non pulisce abbastanza.
O forse è colpa delle bombette che ognuno si spara dalla prima mattina, partendo dalla colazione?
Ormai siamo entrati nell’era dei Mia Bao, ovvero Mau Mau non una evoluzione, ma un passaggio nella macchina spazio temporale dell’uomo di Neanderthal.
In questo cataclisma mentale si confessano pazienti e terapeuti, mantenendo l’anonimato per quel che serva visto che esiste Facebook.
Le nostre vite sentimentali diventano delle sceneggiature drammatiche che ci costringono a vederci fuoriposto dovunque.
Una canzone dice fanno bene o fanno male, sto bene o sto male. Questo è il dilemma shakespeariano di oggi?
Siamo dei pigmei, senza l’altezza ci sentiamo vatussi.
Vogliamo sentire dall’altra parte dell’Oceano, ma non abbiamo le antenne e neppure le orecchie di un Elefante.
Siamo alla caccia dei pericoli. E poi scopriamo l’umanità nei sacrifici degli animali. Come la notizia di un cinghiale che dai boschi sfugge ai cacciatori, finendo in un tragico epilogo, costretto a un suicidio in un salto verso la libertà della morte, cadendo a picco sul mare.
Un tempo sempre più lontano ci salvava l’amore, perché ci rendeva uguali, e le sue regole valevano per tutti.
Ora non è più così.
Siamo sempre più inafferrabili, incontrollabili, disposti a tutto per i nostri interessi e a niente per salvare le necessità di Cupido.
Un virus asettico dell’insensibilità è giunto alle porte, dalle Alpi agli Appennini si è diffuso dovunque, arrivato forse passando oltre delle famigerate Colonne D’Ercole clandestine che si reggono su dei barconi.
Chi si salverà?
Chi ne resterà sconfitto?
Chi ne verrà fuori solo a metà?
Tutto questo non lo scopriremo nella prossima puntata, ma semplicemente voltando la pagina.