Finalmente arrivammo al mio appartamento. Aprii la porta di vetro con la chiave e attraversammo il piccolo ingresso con la reception, fino a dentro il mio ufficio. Lei stava in piedi diritta e respirò sollevata appena chiusi la porta dietro di noi, poi andai dietro la mia scrivania, sedendomi sulla sedia. Poggiai le mani sul tavolo davanti a me e la guardai sorridendo. "Bene," dissi poi. "A parte il fatto che diventeremo coinquiline, che cos'altro credi che siamo noi due?"
"Qualunque cosa tu voglia, signora," mi disse, mantenendo alto il mento e guardandomi direttamente negli occhi.
"Qualunque cosa?" le chiesi, compiaciuta. Mi piaceva molto il suo atteggiamento, sembrava molto più forte di quanto ero io alla sua età.
"Qualunque cosa," confermò decisa, ancora in piedi. "Farò qualunque cosa."
"Bene, allora lascia che ti illustri il tuo nuovo posto," le dissi, appoggiandomi indietro sulla sedia. "Mettiti giù sotto la scrivania."
"Qualunque cosa tu voglia, signora," mi disse, mantenendo alto il mento e guardandomi direttamente negli occhi.
"Qualunque cosa?" le chiesi, compiaciuta. Mi piaceva molto il suo atteggiamento, sembrava molto più forte di quanto ero io alla sua età.
"Qualunque cosa," confermò decisa, ancora in piedi. "Farò qualunque cosa."
"Bene, allora lascia che ti illustri il tuo nuovo posto," le dissi, appoggiandomi indietro sulla sedia. "Mettiti giù sotto la scrivania."