Un torrione. La Legione. E l’Impero.
Nei secoli, la Legione sparì, l’Impero svanì e il torrione di-ventò Fuor del Vallo. Leggende. Misteri. Attorno a un villaggio in rovina e una tesi tanto audace da lastricare di sangue, la ri-cerca del Sacro Fregio.
Si chiamava Romolo, il trovatello.
Aveva sette anni quando nacquero gli orfanelli. L’Imperio e Romano. Lo stesso giorno che, il destino si portò via padre Cullighan. Dieci anni dopo, in quel borgo ridotto a macerie, abitato solo dai tre ragazzi inselvatichiti da solitudine e priva-zioni, padre Julen de la Cruz, fu catapultato lì senza un perché.
«Sintonie col predecessore.» Sentenziò il Vescovo.
Vent’anni prima, fu padre Cullighan, infatti, per via di quella tesi sull’imperatore Costantino, a chiedergli di fare ri-cerche. Padre Julen invece, partì missionario per l’Africa. Si scambiarono qualche lettera poi, una busta. Di là arrivava. Fuor del Vallo. Lo schizzo di un simbolo che conosceva bene.
Il Sacro Fregio.
Il suo arrivo lassù, non passò inosservato. Fla Gellum e il compare Hack, da tempo erano sulle tracce del Fregio. Avvisati da un misterioso personaggio, si preparavano a una nuova, fe-roce scorribanda. Fu la dannata prima volta faccia a faccia coi ragazzi, che si materializzò dal nulla. Quella specie di antico legionario. Romolo. Mai visto combattere così.
Persino Hack era allibito. A Fuor del Vallo ci aveva vissuto. Se lo ricordava bene, il trovatello scemo che non spiccicava parola e viveva di elemosine. Cosa diavolo era successo, per trasformarlo così? L’Imperio e Romano non potevano sapere. Erano ancora piccoli quando il giorno del falco, Romolo in-ciampò nella Legio. A cominciare dal Sacro Fregio, sapeva molte cose dell’antico Impero. Da Legionario, custodiva i se-greti. E non solo quelli.
Tenaci. Vigili. Implacabili.
Un branco, erano diventati i tre ragazzi di Fuor del Vallo. E quando l’attimo prima di salvargli la vita decisero che ci si po-teva fidare, a padre Julen fu concesso di conoscerli. Lui gl’insegnava a leggere, scrivere e far di conto e loro, a soprav-vivere. Hack intanto, laggiù nella malfamata bettola al di la del vallo …
Nei secoli, la Legione sparì, l’Impero svanì e il torrione di-ventò Fuor del Vallo. Leggende. Misteri. Attorno a un villaggio in rovina e una tesi tanto audace da lastricare di sangue, la ri-cerca del Sacro Fregio.
Si chiamava Romolo, il trovatello.
Aveva sette anni quando nacquero gli orfanelli. L’Imperio e Romano. Lo stesso giorno che, il destino si portò via padre Cullighan. Dieci anni dopo, in quel borgo ridotto a macerie, abitato solo dai tre ragazzi inselvatichiti da solitudine e priva-zioni, padre Julen de la Cruz, fu catapultato lì senza un perché.
«Sintonie col predecessore.» Sentenziò il Vescovo.
Vent’anni prima, fu padre Cullighan, infatti, per via di quella tesi sull’imperatore Costantino, a chiedergli di fare ri-cerche. Padre Julen invece, partì missionario per l’Africa. Si scambiarono qualche lettera poi, una busta. Di là arrivava. Fuor del Vallo. Lo schizzo di un simbolo che conosceva bene.
Il Sacro Fregio.
Il suo arrivo lassù, non passò inosservato. Fla Gellum e il compare Hack, da tempo erano sulle tracce del Fregio. Avvisati da un misterioso personaggio, si preparavano a una nuova, fe-roce scorribanda. Fu la dannata prima volta faccia a faccia coi ragazzi, che si materializzò dal nulla. Quella specie di antico legionario. Romolo. Mai visto combattere così.
Persino Hack era allibito. A Fuor del Vallo ci aveva vissuto. Se lo ricordava bene, il trovatello scemo che non spiccicava parola e viveva di elemosine. Cosa diavolo era successo, per trasformarlo così? L’Imperio e Romano non potevano sapere. Erano ancora piccoli quando il giorno del falco, Romolo in-ciampò nella Legio. A cominciare dal Sacro Fregio, sapeva molte cose dell’antico Impero. Da Legionario, custodiva i se-greti. E non solo quelli.
Tenaci. Vigili. Implacabili.
Un branco, erano diventati i tre ragazzi di Fuor del Vallo. E quando l’attimo prima di salvargli la vita decisero che ci si po-teva fidare, a padre Julen fu concesso di conoscerli. Lui gl’insegnava a leggere, scrivere e far di conto e loro, a soprav-vivere. Hack intanto, laggiù nella malfamata bettola al di la del vallo …