Nel 2004, per i tipi di Bruno Mondadori, è uscito un libro di Massimo Recalcati intitolato Sull’odio. Ivi si legge che l’odio come tale è odio per la mancanza, mancanza nel senso lacaniano di significante privo di significati esaustivi, «poiché è l’azione del significante a introdurre nel mondo l’esperienza della mancanza a essere di cui il desiderio è la manifestazione» (pag. 159). Il desiderio è – per Lacan – il sintomo salutare di un significante che, se funziona, rende significativo il Reale realizzandovi sopra quella Realtà di cui i non-sensi del Reale sono appunto le fondamenta. Nella sua dimensione più estrema, l’odio è odio per Dio, odio per il Creatore in quanto causa prima della manchevolezza ontologica della creatura.
L’insofferenza miserotica della sofferenza (PSICOSOFIA Vol. 24) (Italian Edition)
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