La Psichiatria viene considerata una "branca specializzata della medicina che si occupa della diagnosi, del trattamento e della prevenzione dei disordini mentali". Comunemente si è indotti a considerarla una scienza al pari della chimica o della fisica. In realtà, la Psichiatria non cura le malattie del cervello e del sistema nervoso, che sono di competenza della neurologia, ma soltanto presunte "malattie della mente", utilizzando farmaci che agiscono sul sistema nervoso, alterando le funzioni cerebrali, talvolta con conseguenze irreversibili.
In particolare negli ultimi decenni, la Psichiatria è stata duramente contestata da molti studiosi, che la considerano un mezzo del sistema per controllare la mente delle persone giudicate pericolose.
Di fatto la Psichiatria non può utilizzare un metodo scientifico, poiché non conosce l'oggetto di cui si spaccia esserne la scienza, ossia il disagio mentale. Per questo motivo le diagnosi psichiatriche possono variare a seconda del medico che le fa e i metodi di "cura" spesso peggiorano le condizioni del paziente, e tendono ad annullare i sintomi piuttosto che a guarire dalla presunta malattia. Molti studiosi hanno messo in evidenza che la Psichiatria tende a considerare tutte le problematiche psichiche come dovute a scompensi di tipo organico, e dunque interviene con metodi che alterano le funzioni cerebrali, con conseguenze tragiche per i pazienti. Inoltre, il concetto di "normalità" da cui derivano le definizioni di "malattia mentale" è di difficile definizione, e dunque si potrebbero far rientrare nella patologia anche comportamenti che denotano semplice ansia esistenziale o preoccupazione e paura. Come disse una paziente: "la normalità non è altro che un paravento dietro cui si nasconde chi ha il potere, per opprimerci".
I metodi psichiatrici non sono metodi scientifici, e anche la definizione di "malattia mentale" non è chiara e definita scientificamente. La Psichiatria si vale di etichette per motivare una cura, e non considera per nulla i vissuti personali dei soggetti, limitandosi a considerare la loro "malattia" come dovuta ad alterazioni del cervello, ovvero utilizzando criteri esclusivamente organici, come nella vecchia tradizione positivistica.
E’ stato stilato un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DSM IV), oggi utilizzato dalla Psichiatria nazionale e internazionale come fondamento della propria attività. Si tratta di un documento perlomeno singolare, verso il quale sono state sollevate non poche critiche. Spiega lo psichiatra Ron Leifer: “Quel manuale è in pratica una classificazione arbitraria di pensieri, umori e comportamenti, decisa da un comitato di psichiatri che fanno parte dell’Associazione Psichiatrica Americana… non c’è una minima prova credibile, che gli scienziati accetterebbero, che quanto chiamano ‘malattia mentale’ è una malattia o squilibrio biochimico. E’ tutta una frode.”
In questo libro percorreremo tutti i momenti salienti della Psichiatria, considerando i suoi metodi, le tecniche e l’ideologia di base. Dall’origine fino ai nostri giorni, capiremo cosa accompagna l’esigenza di “normalizzare”, o di porre un controllo sulla mente degli individui, paventando una pericolosità sociale che in molti casi non esiste.
In particolare negli ultimi decenni, la Psichiatria è stata duramente contestata da molti studiosi, che la considerano un mezzo del sistema per controllare la mente delle persone giudicate pericolose.
Di fatto la Psichiatria non può utilizzare un metodo scientifico, poiché non conosce l'oggetto di cui si spaccia esserne la scienza, ossia il disagio mentale. Per questo motivo le diagnosi psichiatriche possono variare a seconda del medico che le fa e i metodi di "cura" spesso peggiorano le condizioni del paziente, e tendono ad annullare i sintomi piuttosto che a guarire dalla presunta malattia. Molti studiosi hanno messo in evidenza che la Psichiatria tende a considerare tutte le problematiche psichiche come dovute a scompensi di tipo organico, e dunque interviene con metodi che alterano le funzioni cerebrali, con conseguenze tragiche per i pazienti. Inoltre, il concetto di "normalità" da cui derivano le definizioni di "malattia mentale" è di difficile definizione, e dunque si potrebbero far rientrare nella patologia anche comportamenti che denotano semplice ansia esistenziale o preoccupazione e paura. Come disse una paziente: "la normalità non è altro che un paravento dietro cui si nasconde chi ha il potere, per opprimerci".
I metodi psichiatrici non sono metodi scientifici, e anche la definizione di "malattia mentale" non è chiara e definita scientificamente. La Psichiatria si vale di etichette per motivare una cura, e non considera per nulla i vissuti personali dei soggetti, limitandosi a considerare la loro "malattia" come dovuta ad alterazioni del cervello, ovvero utilizzando criteri esclusivamente organici, come nella vecchia tradizione positivistica.
E’ stato stilato un Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders - DSM IV), oggi utilizzato dalla Psichiatria nazionale e internazionale come fondamento della propria attività. Si tratta di un documento perlomeno singolare, verso il quale sono state sollevate non poche critiche. Spiega lo psichiatra Ron Leifer: “Quel manuale è in pratica una classificazione arbitraria di pensieri, umori e comportamenti, decisa da un comitato di psichiatri che fanno parte dell’Associazione Psichiatrica Americana… non c’è una minima prova credibile, che gli scienziati accetterebbero, che quanto chiamano ‘malattia mentale’ è una malattia o squilibrio biochimico. E’ tutta una frode.”
In questo libro percorreremo tutti i momenti salienti della Psichiatria, considerando i suoi metodi, le tecniche e l’ideologia di base. Dall’origine fino ai nostri giorni, capiremo cosa accompagna l’esigenza di “normalizzare”, o di porre un controllo sulla mente degli individui, paventando una pericolosità sociale che in molti casi non esiste.