Il corpo orrendamente torturato che viene ritrovato il 14 febbraio nelle campagne romane non appartiene ad un semplice ex galeotto.
Si tratta di Carmelo De Angelis, alias il Nipotino, ultimo esponente di spicco della banda che negli anni Ottanta e Novanta ha controllato lo spaccio in tutta Roma.
La squadra omicidi, capeggiata da Aris Mantovani, lo ritrova con le braccia e le gambe legate e la testa infilata in una busta di nylon sporca di sangue. Dalle tracce emerge che l’assassino l’ha trascinato fino al punto in cui è stato ucciso, l’ha legato ad un tronco, gli ha imbustato la testa e ne ha osservato l'agonia, aspettando con calma che i polmoni del Nipotino scoppiassero per la mancanza di ossigeno.
La prima ipotesi, quella del regolamento di conti nell’ambiente dei trafficanti, cade poche settimane dopo, quando il corpo del dottor Marini viene ritrovato in un uliveto sulle alture di Genova. Anche lui è legato e la testa infilata in una busta di plastica trasparente.
Mentre Mantovani, uomo tormentato e dedito all’alcol, si trova suo malgrado coinvolto in una tremenda caccia all’uomo lungo la penisola, l’imbustatore si lascia alle spalle una feroce striscia di morti e sangue, senza risparmiare chi si trova anche per caso sul suo folle tragitto.
Aiutato da Fabiola, una donna seducente e oscura, il commissario si trova a dover fronteggiare i demoni di un passato che non appartiene più solo all’assassino.
Dopo l’ennesimo omicidio, un testimone riesce a fornire un identikit preciso da cui emerge che l’uomo in fuga altri non è che Gregorio Innocenti, alias il Grigio.
Ma perché un piccolo ricettatore dei sobborghi romani si trasforma in uno spietato serial killer? Cosa spinge l’omino dagli occhi di tempesta a bagnare col sangue ogni strada che calpesti?
Per Mantovani la caccia si trasforma in una ricerca affannosa e contro il tempo, ma quando finalmente riuscirà a braccarlo inizierà per lui un’altra corsa, ancora più delicata e devastante. L’ultima notte riserverà al commissario Aris Mantovani e alla misteriosa Fabiola una susseguirsi di colpi di scena, al termine dei quali non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo sopravvissuti.
Si tratta di Carmelo De Angelis, alias il Nipotino, ultimo esponente di spicco della banda che negli anni Ottanta e Novanta ha controllato lo spaccio in tutta Roma.
La squadra omicidi, capeggiata da Aris Mantovani, lo ritrova con le braccia e le gambe legate e la testa infilata in una busta di nylon sporca di sangue. Dalle tracce emerge che l’assassino l’ha trascinato fino al punto in cui è stato ucciso, l’ha legato ad un tronco, gli ha imbustato la testa e ne ha osservato l'agonia, aspettando con calma che i polmoni del Nipotino scoppiassero per la mancanza di ossigeno.
La prima ipotesi, quella del regolamento di conti nell’ambiente dei trafficanti, cade poche settimane dopo, quando il corpo del dottor Marini viene ritrovato in un uliveto sulle alture di Genova. Anche lui è legato e la testa infilata in una busta di plastica trasparente.
Mentre Mantovani, uomo tormentato e dedito all’alcol, si trova suo malgrado coinvolto in una tremenda caccia all’uomo lungo la penisola, l’imbustatore si lascia alle spalle una feroce striscia di morti e sangue, senza risparmiare chi si trova anche per caso sul suo folle tragitto.
Aiutato da Fabiola, una donna seducente e oscura, il commissario si trova a dover fronteggiare i demoni di un passato che non appartiene più solo all’assassino.
Dopo l’ennesimo omicidio, un testimone riesce a fornire un identikit preciso da cui emerge che l’uomo in fuga altri non è che Gregorio Innocenti, alias il Grigio.
Ma perché un piccolo ricettatore dei sobborghi romani si trasforma in uno spietato serial killer? Cosa spinge l’omino dagli occhi di tempesta a bagnare col sangue ogni strada che calpesti?
Per Mantovani la caccia si trasforma in una ricerca affannosa e contro il tempo, ma quando finalmente riuscirà a braccarlo inizierà per lui un’altra corsa, ancora più delicata e devastante. L’ultima notte riserverà al commissario Aris Mantovani e alla misteriosa Fabiola una susseguirsi di colpi di scena, al termine dei quali non ci saranno né vincitori né vinti, ma solo sopravvissuti.