L’amore come gioco, fantasia, divertimento, l’amore come avventura dagli esiti imprevedibili e spiazzanti: questo il tema dell’opera composta da una serie di testi umoristici, sgombri da implicazioni sentimentali.
La prima parte, costituita da una serie di dialoghi rapidi e tambureggianti, è divisa in tre sezioni: Tempi moderni, Evergreen e Rileggere i classici. In queste pagine personaggi assolutamente inusuali rispetto al tema amoroso (coniugi in cerca di emozioni virtuali, operatrici di call center, studenti un po’ tamarri, rondini migranti) si alternano a figure note della tradizione fiabesca e ad amanti illustri sospesi fra mito, letteratura e storia. Accade così che Lolita e il giovane Holden si ritrovino fra gli scaffali di una biblioteca, che Paolo e Francesca ribaltino l’infausto esito della vicenda di dantesca memoria, che Giulietta e Romeo scoprano che il loro amore è reso impossibile non solo da ragioni familiari. E Ulisse, eroe astuto e assetato di conoscenza, viene qui rappresentato nelle vesti di Grande Seduttore, più interessato ai piaceri del sesso che alle nobili imprese che lo hanno reso celebre. A lui sono dedicati quattro dialoghi, nei quali si ripercorrono con leggerezza le sue relazioni con donne affascinanti come Circe, Calipso, Nausicaa e, naturalmente, la moglie Penelope.
La seconda parte si compone di sei racconti più tradizionali, almeno nella struttura, perché in realtà l’epilogo è sempre assolutamente imprevedibile, quali che siano i protagonisti, esseri extraterrestri o borghesissimi adùlteri, insegnanti timidi e impacciati o abitanti di un condominio elettrizzati dall’arrivo di una provocante donnina di facili costumi.
La chiave umoristica su cui è costruito il libro è indubbiamente l’effetto spiazzante, che l’autore ottiene conducendo il lettore a maturare delle aspettative sistematicamente disattese nel finale. Dal punto di vista stilistico l’aspetto più evidente è la rapidità dei dialoghi, nei quali linguaggio letterario e parlato quotidiano si alternano e coesistono con naturalezza e disinvoltura.
La prima parte, costituita da una serie di dialoghi rapidi e tambureggianti, è divisa in tre sezioni: Tempi moderni, Evergreen e Rileggere i classici. In queste pagine personaggi assolutamente inusuali rispetto al tema amoroso (coniugi in cerca di emozioni virtuali, operatrici di call center, studenti un po’ tamarri, rondini migranti) si alternano a figure note della tradizione fiabesca e ad amanti illustri sospesi fra mito, letteratura e storia. Accade così che Lolita e il giovane Holden si ritrovino fra gli scaffali di una biblioteca, che Paolo e Francesca ribaltino l’infausto esito della vicenda di dantesca memoria, che Giulietta e Romeo scoprano che il loro amore è reso impossibile non solo da ragioni familiari. E Ulisse, eroe astuto e assetato di conoscenza, viene qui rappresentato nelle vesti di Grande Seduttore, più interessato ai piaceri del sesso che alle nobili imprese che lo hanno reso celebre. A lui sono dedicati quattro dialoghi, nei quali si ripercorrono con leggerezza le sue relazioni con donne affascinanti come Circe, Calipso, Nausicaa e, naturalmente, la moglie Penelope.
La seconda parte si compone di sei racconti più tradizionali, almeno nella struttura, perché in realtà l’epilogo è sempre assolutamente imprevedibile, quali che siano i protagonisti, esseri extraterrestri o borghesissimi adùlteri, insegnanti timidi e impacciati o abitanti di un condominio elettrizzati dall’arrivo di una provocante donnina di facili costumi.
La chiave umoristica su cui è costruito il libro è indubbiamente l’effetto spiazzante, che l’autore ottiene conducendo il lettore a maturare delle aspettative sistematicamente disattese nel finale. Dal punto di vista stilistico l’aspetto più evidente è la rapidità dei dialoghi, nei quali linguaggio letterario e parlato quotidiano si alternano e coesistono con naturalezza e disinvoltura.