Il libro bene delinea il quadro politico cittadino del 1909 che vive una situazione convulsa ed affannata in momenti cruciali. Da tempo spinte contrastanti stressavano la cosa pubblica non permettendo stabilità di governo. La pesante situazione di bilancio non consentiva di affrontare con successo le difficili questioni sul tappeto: il risanamento delle zone fatiscenti della Città, grave eredità del dopo colera; la necessità di un Piano Regolatore che individuasse nell’area di Migliarina zone abitative e spazi industriali; lo sviluppo di porto e infrastrutture per dare ali allo sviluppo. Emerge così il punto nodale: con quali risorse, reperite attraverso quali strumenti impositivi, affrontare la sfida. Inevitabilmente, qualunque sia la soluzione individuata, sorgono situazioni conflittuali per gli interessi in gioco. Nel contesto l’antica classe dirigente, inadeguata a reggere la prova, tramonta e lascia il posto ad una nuova alleanza politica, tanto sollecita nel raccogliere il testimone, quanto rapida nell’evidenziare le contraddizioni che la attraversano. Ma dietro il dibattito e lo scontro, si sente la Città con il pulsare febbrile che hanno tutti gli organismi colpiti dalla malattia della crescita troppo frettolosa.
Spezia 1909: Fine di una casta (Paese Mio) (Italian Edition)
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